Parco della Pellerina di Torino

Intitolato a Mario Carrara (porzione a sud del fiume Dora) e alle “Vittime del rogo del 6 dicembre 2007 nello stabilimento della Thyssenkrupp” (porzione a nord del fiume Dora)

Parco urbano
Circoscrizione : 4
Indirizzo: C.so Appio Claudio – Via Pietro Cossa – Corso Regina Margherita – Corso Lecce

Superficie: mq 837.220

Cenni storico-architettonico-paesaggistici-naturalistici

Il parco conosciuto come Parco della Pellerina, che si estende per circa 837.000 metri quadrati, è attraversato in diagonale dalla Dora Riparia e prende il nome dalla omonima cascina, risalente al ‘600, che ancora oggi esiste nelle sue vicinanze, di proprietà un tempo della famiglia dei marchesi Tana. Dei medesimi era di proprietà anche la cascina Marchesa, ancora visibile all’interno del parco, nei pressi del lago più grande. Ufficialmente il parco è dedicato, nella porzione a sud del fiume (sponda destra), a Mario Carrara (1866-1937), antropologo dell’Università di Torino e continuatore degli studi di Lombroso. Fu uno dei 12 professori universitari italiani (su 1200) a rifiutarsi di giurare fedeltà al fascismo. La porzione a nord del fiume (sponda sinistra) e’ stata intitolata, nel 2009, alle vittime del rogo del 6 dicembre 2007 nelle adiacenti acciaierie Thyssenkrupp. L’incendio sviluppatosi nello stabilimento, ora chiuso, causò la morte di sette operai (Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodino’, Giuseppe Demasi).

La prima ipotesi di realizzare questo Parco comparve nel Piano Regolatore della Città di Torino del 1906; tuttavia si dovette attendere fino al 1934 perché iniziassero i lavori di sistemazione, inizialmente riguardanti la sola sponda destra del fiume Dora Riparia, con l’acquisizione di alcune aree dove vennero realizzate le attuali colline, utilizzando le macerie delle demolizioni degli edifici della vecchia via Roma.
Nel secondo dopo guerra si procedette ad ulteriori interventi, continuando l’accumulo di macerie provenienti dallo sgombero degli edifici danneggiati dai bombardamenti aerei.

Con la prima giunta Novelli ( 1970-75 Assessore al verde Avv. Marzano ) il parco viene ampliato fino a C.so Lecce, con la formazione del primo piazzale per gli spettacoli viaggianti. Successivamente si apre il cantiere sulla zona della sponda sinistra della Dora dove fino ad allora dominavano i depositi di materiali ferrosi delle fonderie di C.so Regina Margherita. Negli anni Ottanta, a lavori conclusi, il Parco della Pellerina è il più grande parco all’interno di una città che si conosca in Italia.

Il corso del fiume Dora Riparia non è più quello originario, che era molto più ampio e tortuoso. Nei primi anni del secolo scorso imponenti lavori costrinsero il fiume ad un percorso più lineare ed incanalato entro argini artificiali, soprattutto allo scopo di recuperare terreno da destinare al prolungamento di Corso Regina Margherita. Nella parte meridionale del parco, lungo Corso Appio Claudio, in corrispondenza di una curva della Dora, è ancora possibile osservare uno sbarramento in pietra del fiume, che convoglia l’cqua verso un canale, il cui accesso è regolato da una paratoia. Questo canale, conosciuto come “Bealera della Pellerina”, risale quanto meno al 1563, allorquando Torino divenne la capitale del Ducato di Savoia e subì imponenti trasformazioni urbanistiche. Il canale portava acqua ad alcuni mulini e fucine, i cui magli, o martinetti, erano azionati dall’energia idraulica. Nella seconda metà dell’800, lungo il corso del canale sorsero anche numerose industrie, soprattutto alimentari (Talmone, Caffarel, Metzger).

Nel parco sono disseminate sculture moderne (land art) e, nella zona ad est, lungo Corso Lecce, si alternano durante l’anno circhi e giostre.

Elementi di interesse

All’interno del parco: Fiume Dora Riparia, zona umida naturale e laghetti artificiali con fauna selvatica (germani, folaghe, tartarughe, ecc.), Cascina Marchesa (concessa in gestione a Turin Marathon, diventerà la prossima sede ufficiale con Direzione e centro di aggregazione sportiva) , Area Spettacoli all’aperto, Area Spettacoli Viaggianti, Area Picnic attrezzata per barbecue

Da segnalare: È il parco più esteso di Torino: nel parco è presente l’area cani più vasta della città e vi sono disseminate numerose sculture moderne (land art)

ZONA UMIDA

Il Parco della Pellerina ospita uno stagno nato a seguito dell’allagamento occasionale verificatosi durante l’alluvione del 2000.
La permanenza di acqua stagnante in questa zona depressionaria del Parco ha dato origine alla spontanea formazione di una ZONA UMIDA di discrete dimensioni, con profondità variabile da 10/15 cm. a 80 cm., sui cui bordi è possibile distinguere un CANNETO ben sviluppato.

E’questo il regno della canna di palude (Phragmites communis), condiviso con la tifa a foglie strette (Typha angustifolia) e il giunco di palude (Juncus effusus).

L’area è stata ritenuta dall’Amministrazione Comunale un habitat da proteggere e preservare, in quanto ecosistema di fondamentale importanza dal punto di vista naturalistico, perché caratterizzato da una flora estremamente specializzata e sensibile ai cambiamenti ambientali, ove possono trovare vita molte specie di uccelli, anfibi e rettili.

Il termine zona umida viene impiegato per indicare una serie di ambienti naturali con funzioni ecologiche importantissime, in quanto habitat di una flora e di una fauna caratteristiche e, in particolare di uccelli acquatici; si tratta di aree palustri, acquitrinose e torbose, o comunque specchi d’acqua naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua ferma o corrente, dolce, salmastra, o salata, ivi comprese i tratti di mare con profondità in bassa marea non superiore ai 6 metri.

Tale definizione è formulata nell’Articolo 1 della Convenzione di Ramsar, (“Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici”) trattato internazionale firmato nel 1971 a Ramsar, Iran, e ratificato dall’Italia nel 1976.

La convenzione, che è il principale strumento internazionale sulle zone umide, ha l’obiettivo di tutelare, valorizzare e favorire l’esistenza di queste aree, in quanto elemento fondamentale per la conservazione della biodiversità e habitat primario per la vita degli uccelli acquatici, i quali, per raggiungere stagionalmente i differenti siti di nidificazione, sosta e svernamento, devono percorrere particolari rotte migratorie attraverso vari Stati e Continenti.

LA VEGETAZIONE E LA FAUNA NEL PARCO DELLA PELLERINA

La vegetazione arborea del parco è un misto tra specie planiziali fluviali e specie introdotte a scopo ornamentale, come si usava un tempo, anche se ambientalmente poco compatibili. Tra le specie fluviali planiziali si ricordano pioppi, salici, ontani, tigli, carpini, frassini, querce, gelsi, aceri, ciliegi, betulle e noccioli.

Tra le specie ornamentali sono presenti numerose conifere anche esotiche: pini, abeti, larici, cedri, criptomerie. Tra le latifoglie è possibile vedere faggi, querce rosse o americane, liriodendri, olmi siberiani, e noci del Caucaso.

La fauna presente nel parco della Pellerina è rappresentata da numerose specie, per la maggior parte legate all’ambiente acquatico. Tra I mammiferi si segnalano I toporagni, tra I rettili l’innocuo biacco e tra gli anfibi rane e rospi, oltre ad alcune specie di pesci diffuse nelle acque della Dora. Gli animali più comuni sono però gli uccelli, che qui trovano un ambiente favorevole. Sulle acque del fiume vivono numerose specie di anatre, di cui la più comune è il germano reale. Una presenza più discreta è quella della gallinella d’acqua, mentre la folaga è comune durante le stagioni di passaggio. Facilmente osservabile è poi l’airone cinerino, il quale, immobile nelle acque poco profonde, cattura I piccoli animali che costituiscono la sua alimentazione. Gabbiani, gazze e cornacchie sono piuttosto comuni. Tra I piccoli uccelli si osservano inoltre le ballerine, mentre abbastanza comuni sono cardellini, capinere, cince di vario tipo, fringuelli, merli, pettirossi, usignoli e verdoni. Nelle zone più boscose è possibile vedere la ghiandaia, mentre tra I rapaci sono presenti sporadicamente il gheppio e il nibbio bruno.

 

 

 


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