Parco Dora in Spina 3

Negli ultimi anni la città di Torino è stata sottoposta ad un programma di interventi di riqualificazione che va ben oltre gli sviluppi collegati con i Giochi Olimpici Invernali. Si sta cercando di comprendere in una maniera nuova questa città, caratterizzata non più solo da paesaggi industriali, di cui è comunque necessario ristabilirne una chiara identità storico-culturale.

Il Parco Dora, che sorgerà sulla cosiddetta area Spina 3, rappresenta uno degli interventi più importanti, per infondere una nuova consapevolezza della storia e quindi del futuro della città.

Il territorio a nord di Torino, dove sorgerà il Parco Dora è una delle superfici industriali più estese e più compatte della città. Già alla fine del 18° secolo numerose industrie si sono insediate qui, favorite dalla vicinanza del fiume Dora che attraversa il territorio e dalla presenza di parecchi piccoli canali. Il culmine della produzione industriale venne tuttavia raggiunto appena verso la metà del 19° secolo, allorché si insediarono qui le maggiori ditte torinesi.

Le Ferriere Piemontesi producevano acciaio e lamiere laminate per la FIAT, la Michelin fabbricava pneumatici su vasta scala secondo le esigenze dell’industria automobilistica torinese. Ma alla fine degli anni 80 le fabbriche vennero chiuse definitivamente ed il territorio venne abbandonato.
Nel 1998 si diede vita al Programma di Riqualificazione Urbana (PRIU) con l’obiettivo di trasformare l’area industriale Spina 3 in un parco che sfruttasse le qualità del paesaggio e donasse una nuova identità al quartiere in forte crescita.

L’approccio progettuale si è definito in una sovrapposizione ordinata delle differenti strutture (layer project) di progetto, avendo sempre come punti di riferimento gli elementi fondativi del progetto:
– La presenza del fiume Dora

– La riconfigurazione “metamorfica” delle architetture industriali esistenti
– La connessione del parco con la città

L’obiettivo del progetto è stato quello di immaginarci per Torino un parco straordinario, unico nel suo genere, partorito dalla sua storia e dalla sua trasformazione: il confronto con il passato e la metamorfosi del luogo sono stati quindi gli elementi costitutivi del progetto.
Il territorio di circa 40 ha sembra potersi articolare in 4 frammenti (sono le aree degli stabilimenti di una volta), in cui esistono rispettivamente condizioni di specificità tutte proprie: l’area Vitali, l’area Michelin, l’area Valdocco, l’area Ingest.

Il progetto prevede di evidenziare le peculiarità e le caratteristiche delle singole zone, ma di realizzare comunque un progetto unitario che sarà il segno distintivo del “Parco Dora“.

Area Vitali: Il cuore del parco

La parte centrale del Parco Dora è dominata dall’edificio dell’ex acciaieria Vitali, ben visibile a grande distanza, situato al centro dell’area e che pertanto si configura proprio come cuore del Parco Dora (fig. 1,2,3,4,5). Il capannone sarà in gran parte demolito, conservando soltanto i suggestivi pilastri di sostegno dei carri ponte ed una parte del tetto. L’obiettivo è quello di creare un luogo pubblico in parte coperto nella zona centrale del Parco Dora che renda possibile gli usi collettivi più svariati, da semplice luogo d’incontro a cinema open air, da luogo per manifestazioni temporanee di spettacolo come danza o teatro a luogo di ristoro e intrattenimento gastronomico, da spazio per attività sportive al coperto (sci da fondo, pattinaggio su rotelle o ghiaccio) a pista per l’educazione stradale….
L’area Vitali risulta protetta a nord dalla copertura del nuovo Corso Mortara. Sul Corso sorgerà un’ampia terrazza ad una quota leggermente ribassata, circa 1 m, rispetto al nuovo quartiere residenziale ed ai settori del Villaggio Media. Questa terrazza è il punto di transizione fra la nuova zona edificata, di grande impatto volumetrico ed il parco pubblico sull’area Vitali. Gli assi urbanistici che attraversano la città longitudinalmente e orizzontalmente attraversano il parco e proprio in corrispondenza di questi assi sono state previste scale e rampe, che permettono il collegamento delle varie quote di progetto.

Gli alberi disposti in un paesaggio di verde esteso, i larghi percorsi ombreggiati da pergole creano una zona di transizione piacevole fra l’abitato ed il parco.
L’area Vitali si configura come una successione di aree verdi sistemate in forma intensiva e ampie superfici da utilizzare a molteplici scopi collettivi. Nella zona della vecchia acciaieria e di cui rimangono gli alti pilastri in acciaio che sorreggevano i carri ponte saranno sistemate aiuole intensive, protette da un alto e lungo muro sul quale l’artista Ugo Marano realizzerà mosaici in maiolica.
I pilastri d’acciaio alti 30 m., i resti delle torri di calcestruzzo e fondazioni esistenti conferiranno a questa zona del parco un’atmosfera romantica e al tempo stesso “selvaggia e futuristica”. Il capannone più piccolo, di cui sarà conservato il tetto, offrirà come detto uno spazio multifunzionale per manifestazioni, mercati, sport e molte altre attività ancora.

All’esterno dell’ex capannone saranno sistemate ampie zone a prato con possibilità di accesso e libera fruizione. Ad est il capannone si apre su una piazza, attorno alla quale sono allineati ulteriori edifici preesistenti da conservare.
Attraverso la passerella sopraelevata sul capannone di strippaggio, che attraversa quindi il cuore del Parco Dora, l’area edificata nella zona est viene collegata con l’area Ingest.
Nella parte sud di Vitali c’è una zona di transizione lungo la Dora, compresa fra il “parco pubblico” Vitali e la vasta area dalla configurazione più “naturalistica” di Michelin. Sarà conservata la passeggiata che già esiste lungo la riva, diradandone soltanto l’alberatura esistente per creare punti aperti di visuale. Ci saranno numerosi accessi verso l’acqua per valorizzare la risorsa del fiume Dora. Lo stretto rapporto con l’elemento dell’acqua nell’area Vitali costituisce un tema di progetto fondamentale: si farà largo uso di bacini idrici di raccolta dell’acqua piovana e canali artificiali: per esempio sulla terrazza del Corso Mortara verrà progettato un sistema di raccolta dell’acqua piovana dai tetti degli edifici circostanti, per essere convogliata poi nel parco attraverso canali e pozzi.

Area Michelin: Il grande prato
L’area Michelin è caratterizzata dalla presenza del fiume Dora, che viene coinvolta in forte misura nel progetto, con la creazione di un percorso pedonale vicino alla riva, con la presenza di larghi pontili che avvicinano il visitatore e il fruitore del parco all’acqua. In questo punto la nuova morfologia del terreno scende dolcemente verso la riva, permettendo addirittura che in casi particolari di esondazione l’acqua possa scorrere.
Allo scopo di ottenere una delimitazione ottica del parco a sud, verso il centro commerciale con il suo grande parcheggio e verso la strada, sarà creata qui una scarpata erbosa di circa 6 m. di altezza che racchiuderà il parco nella sua forma. Al culmine della scarpata ci sarà un percorso sopraelevato che inizierà dalla passeggiata anulare e fungerà da collegamento con Valdocco. Da questo percorso sopraelevato sarà possibile avere ad ovest uno scorcio panoramico in direzione delle Alpi e ad est verso la Basilica di Superga. Ai piedi della scarpata si snoderà un sentiero centrale di collegamento da ovest, attraverso la torre di evaporazione, verso Valdocco. La torre di raffreddamento sarà accessibile, attraverso una passerella vetrata che permette la visibilità del grande invaso interno, in cui sarà creata un’ambientazione straordinaria con acqua nebulizzata ( a mostrare il ciclo di funzionamento dell’impianto di raffreddamento) ed installazioni luminose.

Area Valdocco: La grande piazza alberata
Nell´area Valdocco  sorgerà una grande piazza alberata a fianco della Dora, che in questo tratto è coperta da una soletta in cls e di cui se ne prevede la rimozione parziale, conservandone tuttavia come monumento industriale le pareti laterali ed i setti di sostegno paralleli al corso d’acqua. I bordi spigolosi delle sponde del fiume saranno accentuati ed accompagnati da larghe passeggiate vicino all’acqua. Tali passeggiate rappresentano la continuazione degli assi provenienti da Vitali e Michelin, allo scopo di ottenere una continuità visiva e progettuale del Parco. Le passeggiate si trovano all’altezza della fiancata in calcestruzzo lungo la Dora e saranno protette da muretti costituiti da pietre ingabbiate (alti 1,5 m. a sud e rispettivamente 0,7 m. a nord), raggiungibili mediante rampe e scale. In esse ci saranno sempre panchine integrate.
E’ prevista qui una piantumazione degli alberi regolare e ordinata sulla piazza per tutta l’area, al fine di offrire la possibilità di giocare ed intrattenersi all’ombra (bocce, …). Inoltre gli alberi filtrano gli influssi provenienti dall’esterno ed infondono ai visitatori una sensazione di protezione. Diverse varietà di alberi aumenteranno la piacevolezza e la differenziazione del luogo. A nord le aree legate all’acqua ed a sud le zone erbose liberamente accessibili faranno diventare Valdocco un’unica grande “piazza alberata cittadina”.

Area Ingest: Il giardino pubblico

Nell’area Ingest  sarà concepito un giardino pubblico che avrà una sistemazione molto varia ed articolata. Quanto già esiste storicamente verrà integrato e valorizzato, allo scopo di rendere di nuovo vivo il passato industriale del luogo. Sorgerà un giardino per i nuovi abitanti delle case vicine nonché per i frequentatori della chiesa del Santo Volto (su progetto dell’Arch. Botta) e del centro socioculturale del comune che, nello stesso tempo servirà come infrastruttura per gli studenti della scuola vicina. In un avvicendamento di zone sistemate in forma intensiva (giardini acquatici nell’ambito delle fondazioni, “horti conclusi” in edifici preesistenti) e zone di ricreazione (boschetto, prato) si configura qui un progetto differenziato con forti legami verso l’ambiente circostante. Il parco s’incunea a nord nella zona edificata con la creazione di 2 accessi. Attraverso rampe e scale si accede al livello inferiore del parco. Lungo i muri di sostegno, costituiti da pareti gabbione, c’è la possibilità di sedersi e risposarsi con vista sul parco. Anche la sistemazione del parco a questa quota inferiore avviene su differenti piani che, essendo concepiti come una serie di terrazze, offrono molteplici prospettive. Le fondazioni dei vecchi capannoni degli stabilimenti industriali, vengono trasformate in giardini acquatici che ne facciano riconoscere comunque sempre l’antica struttura e funzione. Lungo gli alti pilastri di sostegno dei carri ponte è stata prevista una passerella sopraelevata all’altezza di 6 m. che collega le due aree Ingest e Vitali.

 

 

 

 


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